Era estate quando Francesco giunse nella Valle Reatina. Esattamente ottocento anni fa, nel 1208, il poverello d’Assisi e i suoi primi compagni decidono di lasciare la città natale che non capiva né accettava il loro modo di vivere all’insegna della dedizione totale a Cristo e alla rinuncia alle ricchezze del mondo.
Dopo aver attraversato la valle di Spoleto, Cascia e Leonessa, il gruppo arrivò a Poggio Bustone. Francesco salutò gli abitanti del villaggio dicendo: «Buon giorno, buona gente!», un messaggio di gioia e di pace che ancora oggi, la mattina del 4 ottobre, un tamburino rinnova passando all’uscio di ogni casa. Il Santo scelse per sé, come dimora, un piccolo romitorio nei boschi.
La ricorrenza speciale invita a scoprire e ripercorrere il Cammino di Francesco, un tragitto di 80 chilometri – a cura dell’Apt di Rieti - attraverso i luoghi più importanti della storia del francescanesimo: un cammino carico di misticismo, ma interessante anche sotto il profilo storico e naturalistico. Un’occasione per godere del piacere della lentezza e del silenzio, passeggiando lungo sentieri che si perdono tra i boschi, sfiorando ruscelli e inerpicandosi per dolci colline.
Dimenticate il turismo religioso come esclusiva per gruppi di anziani. Francesco, del resto aveva più o meno 27 anni quando si mise in cammino e a seguire le sue orme oggi sono invitati anche i pellegrini sportivi: il Cammino di Francesco si può fare a piedi, in bicicletta o a cavallo, scegliendo tratti più o meno lunghi e con diversi livelli di difficoltà.
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