Archivio 2007
Data di pubblicazione: 13 January 2007
«Peccato solo che qualche battuta non l’ho mica capita», lamenta una signora milanese all’uscita. «Eh sì, però bello, dai...», concede ma sottolinea l’amica. Certo, bello, divertente, e bravissimi gli attori, anche la signora che ha perso qualcuna delle battute in napoletano è d’accordo. Ci sta un francese un inglese e un napoletano di Eduardo Tartaglia, in scena al Teatro Oscar di Milano dal 12 al 28 gennaio 2007, trascina il pubblico per due ore strappando risate e ripetuti applausi a scena aperta, ma costringendo anche a pause di riflessione un po’ malinconica.
La scena di apre di notte nella base militare di una forza multinazionale di pace in un paese “lontano”. Un campo di accoglienza profughi, si capirà poi. Un gruppo di soldati di varia provenienza, appunto un francese, un capitano inglese e il napoletano Salvatore, con l'aggiunta di un interprete locale e di un pacifista “scudo umano” ospitato nel campo, si giocano a sorte a chi toccherà compiere un'azione eroica: nientemeno che salvare la vita di una donna e del bambino che porta in grembo.
Salvataggio, però che non dovrà avvenire per via militare ma sposando Majena, compagna di un loro compagno, un tenente disperso durante un'azione. La nascita del figlio fuori dal matrimonio esporrebbe la malcapitata a conseguenze gravissime, fino alla pena di morte.
Determinato a fare quel che va fatto il capitano inglese, con l'appoggio rassegnato del francese, apertamente riottoso il non-eroe Salvatore, al quale si aggiungono l'interprete e il pacifista coinvolti loro malgrado nella partita. Rifiutato sull'onda del ricordo di complessi adolescenziali il tradizionale sistema anglosassone del “bastoncino più corto”, Salvatore impone il sistema del “tocco”, la conta, che giudica più sicura. Perde ma non si rassegna e rimette tutto in gioco inventandosi una furberia. Ma poi resterà vittima di una simmetrica furberia dell'interprete che ha imparato la lezione.
Teatro vero, nella dichiarata tradizione di Eduardo De Filippo, con la malinconia drammatica sempre affacciata dietro ogni momento di comicità, compresi gli scoppiettanti monologhi dell'autore-regista-protagonista Eduardo Tartaglia e del “cognato” Mario Porfito, con raffiche di invenzioni linguistiche – quelle che con tutta probabilità hanno a tratti disorientato la signora milanese, che però si è divertita lo stesso anche cogliendone una su tre.
Una commedia scritta, diretta ed interpretata da Eduardo Tartaglia. Con la partecipazione di Veronica Mazza e Mario Porfito
Dal 12 al 28 gennaio 2006
Nuovo Teatro Oscar
Milano, via Lattanzio 58
Orari:
dal martedì al venerdì ore 20,45; sabato della prima settimana di repliche ore 16.00 e ore 20.45; domenica ore 16,00; lunedì riposo.
Prezzi:
da 16 a 22 euro
Informazioni:
02.76000086; www.teatrooscar.it
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