Archivio 2005
Data di pubblicazione: 10 October 2005
«Quello che mi interessa è la perfezione delle forme. E’ quello che ricerco ritraendo le persone, i corpi, i fiori».
Robert Mapplethorpe
Determinato a esaltare la bellezza di ogni soggetto, Robert Mapplethorpe ha esteso l'attenzione del linguaggio fotografico ad argomenti rimossi dalla cultura, producendo a volte immagini scandalose e controverse, ma anche sublimi e magiche.
Ha fotografato nature morte composte di fiori appena sbocciati e collocati in splendidi vasi e seguito le trasformazioni sensuali della prima donna bodybuilder. Ha documentato l'universo dell'underground sessuale newyorkese con i suoi rituali perversi ed esaltato la monumentalità del corpo nudo afroamericano, il glamour del mondo degli artisti e la seduzione dei protagonisti dello spettacolo e della società. Con una visione carnale del mondo che ha trovato nell'equilibrio e nella simmetria una maniera classica di trattare argomenti erotici e esistenziali, arrivando a costruire immagini fotografiche che diventano pitture e sculture.
Dal 1972 al 1989, anno della sua scomparsa per AIDS, Mapplethorpe ha scattato le sue fotografie per la maggior parte in studio riproducendo la condizione di totale austerità e di formale controllo dell'artista o del ritrattista tradizionale. Ciò nonostante ha dato vita alle figurazioni e i ritratti più lussuriosi e seducenti, memorabili e meraviglianti della storia della fotografia moderna.
La varietà dei soggetti ritratti, quasi sempre persone conosciute o amate, da Patti Smith a Arnold Schwarzenegger, da Lisa Lyon a Andy Warhol, testimonia la diretta conoscenza di un universo sociale e omosessuale, letterario e musicale, che rappresenta un compendio del tutto eccezionale della cultura americana degli anni dal 1970 al 1990, vista attraverso i ritratti dei frequentatori delle gallerie d’arte e dei musei, dei club e dei bar.
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