Archivio 2005
Data di pubblicazione: 14 July 2005
Sono reclame di abiti, accessori e grandi magazzini i 27 manifesti della Raccolta Bertarelli in mostra al Castello Sforzesco, dal 15 luglio al 16 ottobre 2005. Coprono un periodo che va dalla fine dell’Ottocento agli anni Trenta del Novecento e raccontano l’evoluzione delle abitudini di vita, del gusto e del linguaggio pubblicitario in Italia.
Sono immagini colorate che dovevano attirare l'attenzione dei passanti, soprattutto di quelli agiati, raffinati, che partecipavano a eventi mondani, perché a questo pubblico si rivolgeva all'inizio la comunicazione pubblicitaria. Solo in seguito, con l'evolversi della società, la propaganda mira a un pubblico meno elitario, più eterogeneo.
Parallelamente si passa dalle affiches di fine Ottocento decorate in perfetto stile liberty alle brillanti soluzioni compositive di Marcello Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, Luciano Achille Mauzan, Leonetto Cappiello e alle originali composizioni geometriche di Sepo (Severo Pozzati). Le figure risultano più dinamiche, in linea con un mondo in rapido mutamento, e l'utilizzo del linguaggio pubblicitario è più originale e consapevole.
Le quattro sezioni della mostra approfondiscono i vari settori cui la promozione si indirizzava. "Era di moda fare acquisti..." presenta una serie di cartelloni legati ai grandi magazzini, come i Magazzini Mele di Napoli o La Rinascente di Milano. Allo stesso modo, "Era di moda la calzatura..." propone, fra gli altri, il notissimo manifesto del Calzaturificio di Varese di Metlicovitz.
In "Era di moda il cappello...", ci sono i cartelloni che pubblicizzano la più nota casa di copricapo, la Borsalino. Festosa e colorata l'immagine di Leonetto Cappiello nella sezione "Era di moda l'impermeabile...", in cui un signore soddisfatto si beffa della pioggia camminando sopra agli ombrelli.
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