Archivio 2005
Data di pubblicazione: 14 July 2005
La Giordania nasconde un’anima latina sotto la maschera mediorientale. E’ Jerash, l’antica Gerasa, con i suoi tesori romani: l’Arco di Adriano, il Foro a ellissi, la strada colonnata, il tempio di Artemide. Qui, sul palcoscenico della storia, si terrà il Festival della Cultura, dal 20 luglio al 6 agosto prossimi. E’ una tradizione che si rinnova ogni anno dal 1981: due settimane di spettacoli internazionali con musica sinfonica, corale, da camera, performance folcloristiche, recital lirici, concerti religiosi.
La scelta di Jerash ha un valore simbolico, è un richiamo ai principi di libertà e concordia tra i popoli che animavano la confederazione creata da Pompeo nel primo secolo a.C., la Decapoli, composta da dieci città. Fra esse Gerasa spiccava per vivacità, bellezza e creatività. All'interno delle sue mura infatti sorgevano sette teatri, uno per ogni disciplina artistica. Di quella ricchezza sono rimasti i teatri Nord e Sud, entrambi ammirevoli esempi di razionalismo architettonico romano, costruiti in modo che i raggi del sole non disturbino gli occhi del pubblico e che ogni parola venga amplificata con la migliore acustica. E' lì che si svolgerà il Festival.
Il cantante tunisino Saber Ruba'i, il gruppo folcloristico palestinese Al Majd, lo spagnolo Lurka Group e il pachistano Janoun Group, l'orchestra della Philadelphia University giordana, la star siriana Dabah Fakhr sono solo alcuni dei nomi previsti per i giorni del Festival. Perchè l'arte non conosce frontiere a Jerash, per un futuro di pace.