Archivio 2005
Data di pubblicazione: 27 June 2005
Sono passati 140 anni dalla pubblicazione del romanzo di Lewis Carrol. Il viaggio fantastico di Alice diventa lo spunto per tracciare un percorso attraverso l’arte del XX secolo, per guardare con gli occhi della sua protagonista le opere di Boetti, Boccioni, Turcato, Balla, Sironi, Fontana e altri ancora. Perché niente è solo come sembra, per Alice e anche nell’arte. Al Castello Sforzesco, fino al 18 settembre 2005.
Sono 44 opere senza fissa dimora delle Civiche raccolte di arte contemporanea i lavori in mostra nelle Sale viscontee del Castello. L'allestimento segue i dodici capitoli della storia di Alice con le sue continue metafore. Si parte dalla tana del coniglio bianco, da dove Alice cadde e iniziò il suo viaggio in un mondo di non sensi e paradossi. L'opera di Dadamaino Volume diventa così ingresso alla mostra e simbolo del percorso verso l'arte del Novecento, che esce dai limiti tradizionali del dipinto e che spesso si è servita della verosimiglianza per mostrare la realtà in modo anomalo.
Il percorso si snoda fra le opere di grandi dimensioni di Paladino, Boetti, Paolozzi e altri e nel micromondo di Boccioni, Fontana, Manzoni, Licini, Sironi; nella “realtà trasfigurata” da Merz, Cecchini, Gilardi e nel mondo del futurismo per terminare con la pittura metafisica.
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