Archivio 2005
Data di pubblicazione: 1 June 2005
Antonio Boggeri (1900 - 1989), il primo e il maggiore art-director italiano, raccolse manifesti da tutto il mondo. Centocinquanta di questi diedero corpo alla storica mostra che curò per Olivetti nel 1968 a Milano. La mostra indagava un periodo chiave della storia della grafica mondiale (1958-1968) e Boggeri fece una scelta di straordinaria raffinatezza della comunicazione di quegli anni proponendo manifesti che sono diventati pezzi fondamentali della storia della comunicazione visiva. "Le spectacle dans la rue" presenta 100 manifesti che sono una selezione di quella storica mostra. Alla Galleria Gottardo, dal 1 giugno al 3 settembre 2005.
"Le spectacle dans la rue" è ciò che Antonio Boggeri incessantemente chiedeva ai suoi grafici. Lo faceva in francese, citando Cassandre, il più grande affichiste della prima metà del ventesimo secolo.
Nell'allestire la mostra del 1968, Boggeri mise a confronto manifesti di provenienze diverse che, al contrario dei manifesti decorativi che proliferavano negli anni sessanta, in pieno revival liberty legato alla musica pop e rock sopratutto, rispondevano a un preciso bisogno: veicolare un messaggio in un periodo di tempo ben definito.
Per renderci conto della loro varietà e dei loro autori citiamo dal testo di Antonio Boggeri, scritto per il pieghevole di allora e ripubblicato nel catalogo che accompagna la mostra di oggi:
«Accanto alle preziosità orientali dei giapponesi, moderni interpreti della antica simbologia, fruitori di magici alfabeti, si vedano le variazioni sui noti motivi astratti del gruppo Americano di Chicago, e le caratteristiche soluzioni disegnate di Milton Glaser, l'abbagliante bianco e nero di Lou Lo Monaco; il vibrante colore degli inglesi nelle raffinate composizioni, incisivamente originali; gli aggiornati olandesi; la grande varietà d'invenzione negli affascinanti disegni dei celebri polacchi e cechi, da anni strenui continuatori della classica tradizione e pure sensibili alle lontane correnti negli stimolanti temi del teatro e delle mostre; l'apporto numeroso, imprevedibile, del gruppo svizzero di punta, variamente impegnato e, da ultimo, il drammatico espressivo linguaggio, il maturo mestiere, dei capiscuola tedeschi Edelmann, Kieser e Hillmann».
Al di là dei nomi degli autori, ovviamente conosciuti più dagli addetti ai lavori che dal grande pubblico, quei manifesti sono diventati pezzi fondamentali della storia della comunicazione visiva.
Selezionati da questo corpus e ordinati da Anna Boggeri e Bruno Monguzzi, cento manifesti da dieci paesi (Cecoslovacchia, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Olanda, Polonia, Spagna, Stati Uniti d'America, Svizzera) figurano nella mostra luganese, che conferma anche la statura di Antonio Boggeri, riservato e rigoroso protagonista della grafica italiana.