Archivio 2005
Data di pubblicazione: 25 March 2005
Il concetto di periplo o viaggio, reale o di fantasia, è il tema della mostra, la prima grande antologica delle opere di Hugo Pratt, a 10 anni dalla sua scomparsa. L’autore, partendo da Venezia, ha vissuto o visitato molti luoghi del mondo ritraendoli fedelmente nelle ambientazioni delle sue innumerevoli opere, siano esse fumetti, acquarelli o chine. Pratt ha fatto letteratura per immagini più che fumetti. Ed è proprio la fusione tra letteratura e vita vissuta a rappresentare il filo conduttore delle 350 opere selezionate per l’esposizione, il cui percorso consente di cogliere l’evoluzione della produzione artistica di Hugo Pratt, partendo dagli esordi di Asso di Picche, dell’ormai lontano 1945, fino agli acquerelli di Wheeling realizzati pochi mesi prima della sua scomparsa. Nel Palazzo Squarcialupi del Complesso Museale di Santa Maria della Scala, dal 24 marzo al 28 agosto 2005.
Per tutta la vita, la letteratura ha ispirato non solo la produzione fumettistica, ma anche tutto l'universo pittorico di Pratt. Proprio per sottolineare la fusione in cui i luoghi della sua vita si confondono con quelli delle fonti letterarie, la mostra è stata suddivisa in sette sezioni geografiche, ognuna delle quali dedicata a un luogo (Venezia, Mondo Celtico, Africa, America latina, Nord America, Pacifico e Asia). Sette mondi attraversati dall'arte di Pratt e dai suoi personaggi per un viaggio sospeso tra realtà e fantasia.
I ricordi delle letture d'infanzia, quali Stevenson, Conrad, London, che portarono Pratt a sognare, da bambino, i mari del sud, saranno la fonte a cui si ispirerà per Una Ballata del Mare salato, la sua prima grande storia a fumetti, ed esordio di Corto Maltese, indubbiamente il suo personaggio più noto, le cui 161 tavole originali sono esposte in una sezione speciale all'interno della mostra.
Le letture di Curwood, di Zane Grey e di Kennett Roberts risveglieranno in lui la passione per il mondo degli Indiani e per l'ambiente della Frontiera che studiò e conobbe così a fondo da scrivere e disegnare le indimenticabili tavole di Wheeling e Ticonderoga.
In Africa, Pratt ambienta Gli scorpioni del deserto dove ritroverà la statica e silenziosa immensità dei deserti, ma anche la vivacità dei colori delle insegne e delle divise viste negli anni passati ad Addis Abeba col padre. La letteratura avventurosa classica di stampo anglosassone lo porterà invece a spaziare nei mondi di Anna nella jungla, di Sgt Kirk, di Cato Zulu e di Jesuit Joe.
Tra le curiosità anche una vettura di Formula 1, la Ligier che, pilotata da Martin Brundle nel Gran Premio del Giappone nel 1993, rimane a tutt'oggi l'unico esempio di auto da corsa decorata da un artista di fama internazionale.
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