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Ascona, Svizzera

La felice stagione della ceramica a Roma e nel Lazio tra simbolismo, teosofia e altro (1880-1930)

Fuoco ad Arte! Artisti e fornaci

di Manuela Malaguti

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 22 March 2005

LocandinaIl periodo che corre tra fine Ottocento, Liberty e primo Déco, vede a Roma e nel Lazio una originale produzione ceramica grazie all’intervento di artisti come Cambellotti, Prini, Randone, Bassanelli, Bottazzi, Biagini, Castellani e molti altri ancora. La mostra presenta oltre 100 opere, tra ceramiche e disegni, e approfondisce in particolare la figura eccentrica di Francesco Randone, mistico, teosofo e ceramista per vocazione. Al Museo comunale d’Arte moderna, fino al 29 maggio 2005.

Francesco Randone, Sensitiva, 1930Le opere in mostra sono state scelte appositamente per illustrare un periodo affascinante della storia dell'arte italiana, quel fenomeno "ceramica romana", che ha visto la partecipazione nei primi anni Venti del Novecento di un numero elevato di artisti - tra cui Olga Modigliani, Roberto Rosati, Torquato Castellani, Ferruccio Palazzi, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi, Giovanni Prini, Achille Luciano Mauzan, Adolfo de Carolis, ecc. - che gravitavano attorno alla figura pionieristica di Francesco Randone e a quella versatile di Duilio Cambellotti.

Gli artisti e le piccole industrie fornaciaie di Roma e del Lazio erano attive nel dibattito artistico internazionale connesso al movimento delle Arts & Crafts. Si teorizzava l'abbattimento delle barriere che separano le arti minori da quelle maggiori e la necessità di conferire anche al più umile aspetto della vita quotidiana una dignità estetica, nella convinzione, sostenuta anche dalle teorie politico-sociali, da John Ruskin a William Morris, che la rivalutazione dell'arte e dell'artigianato potesse avere, oltre a una funzione rigenerante, un alto valore educativo, ritenuto determinante nello sforzo di elevazione delle masse. Con l'arte artigianale si voleva anche valorizzazione un mondo arcaico, contadino, che esplicitamente si allontana da quello industriale.

Umberto Bottazzi, Piatto Autunno, 1906L'approfondimento della storia della ceramica romana consente anche, attraverso la figura di Francesco Randone, artista ceramista romano vicino ai circoli teosofici, un approfondimento della storia di Ascona. Francesco Randone, personalità fino a ieri inesplorata, ha infatti diverse affinità con i protagonisti che hanno fatto la storia di Monte Verità di Ascona. Sulla Collina della Monescia un gruppo di giovani riformatori della vita, crearono sul finire del 1800, la cooperativa "vegetaliana" Monte Verità. Ispirata all'inizio a un comunismo paleo-cristiano, poi di tendenza individualistica, la cooperativa seguì altri destini nel corso di tutto il Novecento, sempre in relazione ai numerosi movimenti sociali e artistici europei.

Francesco Randone, richiamando il pensiero di Ruskin, Morris, Van de Velde, sviluppando un'attività che mescola teosofia a socialismo umanitario, in una sorta di voluta emarginazione colta, apre la sua scuola di ceramica nelle Mura Aureliane a tutti, poveri e non; studia l'arte etrusca per giungere, durante cerimonie rituali legate a reminiscenze teosofiche, alla realizzazione di neri buccheri. Quasi fossero vestali, le figlie, in abiti ampi, partecipano anch'esse alle serate dedicate alla cottura delle ceramiche che egli organizza, attraverso inviti a tema, quali: Pace latina, Libertà, Eguaglianza, Fratellanza. Studiando l'attività di quest'autore teosofo, se ne coglie lo sforzo di avvicinare la natura alla purezza primordiale, per esempio nella forma-tartaruga del 1905, uno dei suoi famosi buccheri.

Il percorso espositivo è diviso in quattro sezioni: Duilio Cambellotti (1876-1960) e Francesco Randone (1864-1935); Art nouveau; Arcadia, Natura e Mito; Animalismo tra paleostoria e modernità.

Fuoco ad Arte! Artisti e fornaci
La felice stagione della ceramica a Roma e nel Lazio tra simbolismo, teosofia e altro 1880-1930

Ascona
Museo comunale d'Arte moderna
Dal 6 marzo al 29 maggio 2005.
Orari: dal martedi al sabato, 10.00-12.00 e 15.00-18.00; domenica e festivi: 16.00-18.00; lunedi chiuso.
Ingresso: adulti, CHF 7; studenti gruppi pensionati, CHF 5; sino a 14 anni, gratis.
www.museoascona.ch