Archivio 2005
Data di pubblicazione: 22 March 2005
Il Nord e il Sud del mondo si incontrano artisticamente a Milano attraverso una mostra inedita e particolare di sculture policrome. Circa 70 opere a quattro, sei, otto mani realizzate da Pietro Scampini e dalle donne della tribù sudafricana degli Ndebele rappresentano un esempio inconsueto di collaborazione e sintonia fra continenti. Alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese, fino al 30 aprile.
Pietro Scampini è scultore da sempre attratto dall'arte tribale: nell'atelier di Castronno (Varese) si trovano i suoi lavori: maschere, totem, talismani, creati in oltre 25 anni di attività. Proprio durante un suo viaggio in Sud Africa è nata l'idea di realizzare questo sodalizio artistico.
«Durante i miei numerosi viaggi - commenta Scampini - sono rimasto colpito dai colori utilizzati dalle donne delle popolazioni Ndebele per dipingere i muri delle proprie case, che si contraddistinguono per le tinte forti. Questa forma d'arte a "più mani" mi è piaciuta e ho deciso di iniziare una nuova esperienza creativa. Ho dunque invitato e ospitato nel mio atelier diverse artiste, tra cui Sarah, Betty, Matria, Lety e Gwezy».
Lo scultore e le cinque donne africane hanno dunque dato vita insieme a queste opere: Scampini ha realizzato sculture in legno geometriche e squadrate di diverse dimensioni, e le artiste le hanno dipinte con i colori accesi della loro cultura e tradizione visiva. Le donne Ndebele, infatti, nella loro terra sono abituate a dipingere i vestiti, i gioielli, e soprattutto i muri delle abitazioni. I risultati sono sorprendenti.
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