Archivio 2005
Data di pubblicazione: 18 March 2005
Un ventennio (1930-1950) di capolavori del grande artista del Novecento sono esposti al Castello di Vigevano (Pavia), dal 19 marzo al 29 maggio 2005. La mostra offre al pubblico una vasta vetrina di opere raramente esposte per le straordinarie dimensioni: tempere dalle dimensioni considerevoli e soprattutto imponenti cartoni preparatori per gli affreschi. Questi ultimi rappresentano un filone artistico davvero notevole, non solo per tipologia e dimensioni, ma soprattutto in quanto esemplari di mano esclusiva dell’artista (coadiuvato invece da altri pennelli in fase di realizzazione degli affreschi) e spesso unici "originali" di opere andate distrutte.
Nella prima sezione, ospitata nella Cavallerizza del Castello, siamo di fronte ai grandi cartoni preparatori delle imponenti decorazioni realizzate da Sironi. Qui i riflettori saranno puntati in particolare sul cartone per il primo progetto dell'affresco L'Italia tra le Arti e le Scienze dell'Aula Magna dell'Università di Roma, e sullo straordinario cartone L'Annunciazione per la vetrata della chiesa del Nuovo Ospedale Maggiore di Niguarda a Milano, fino a oggi mai esposti. Fra le tempere, c'è il finora inedito Figure e case. Tra le pochissime opere su commissione del dopoguerra, la mostra ospita Omaggio a Giotto, del 1953, e la potente e incisiva Donna con libro, anch'essa inedita.
La seconda sezione offre invece un singolare percorso didattico, che si interseca con quello storico-architettonico delle due strade sotterranee del castello vigevanese che lo ospitano. E che, con l'ausilio di installazioni didattiche e proiezioni video, indaga l'evoluzione artistica di Sironi e, in particolare, ripercorre la nascita delle sue opere d'arte, dal concepimento fino alla realizzazione. E poi ci sono i suoi disegni. E' come ritrovarsi immersi nel "taccuino d'artista" di Sironi. Progetti, studi preparatori, carte di corredo, lavori a tecnica mista mettono direttamente a contatto con la creatività dell'artista, con il farsi e il generarsi dell'opera d'arte.
Il disegno per Sironi costituiva un'attività incessante. Come nota nel catalogo della mostra Claudia Gian Ferrari: "disegnava su tutto, in continuazione, mentre parlava con gli amici, mentre partecipava alle riunioni, al ristorante, o nel suo studio, su ogni pezzo di carta che trovava. L'appuntare idee, schizzi, segni, era una forma quasi nevrotica del suo carattere espressivo. E la mole di fogli che ci ha lasciato è una delle più ricche di tutto il panorama figurativo di questo secolo".
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