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Salerno, Campania

Al complesso monumentale di Santa Sofia fino al 13 marzo 2005

Pablo Picasso, i luoghi e i riti del mito

di Flavio Grassi

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 17 December 2004

Veduta

La grande mostra presenta una serie di opere, alcune delle quali mai viste in Italia, per esplorare il rapporto dell’artista spagnolo con i miti mediterranei, alle cui raffigurazioni Picasso ha attinto a piene mani per tutta la sua carriera. Il percorso espositivo esplora alcuni dei momenti più significativi nell’esperienza del grande maestro dell’arte del XX secolo e ruota intorno a figure e temi fortemente influenzati dalle espressioni artistiche delle civiltà fiorite nell’area del Mediterraneo.

Secondo le intenzioni dei curatori Massimo Bignardi, Maria Lluïsa Borràs e Luigi Fiorletta, il percorso espositivo vuole favorire una comprensione più immediata del rapporto fra le tracce visive lasciate dalle civiltà mediterranee e le esperienze del principale interprete del Modernismo.

Donna La prima sezione è dedicata ai luoghi del Mediterraneo negli occhi di Picasso e si apre con le opere giovanili eseguite a Malaga e a Barcellona. È la stagione che potremmo definire della scoperta dello sguardo, dell' attenzione al paesaggio, allo spazio, ai diversi tipi umani. Una stagione segnata soprattutto dalle opere realizzate a Barcellona nella seconda metà degli anni Novanta del XIX secolo. Sono esplorazioni che lo sguardo di Picasso compie nello spazio dell'umanità, nel tempo della quotidianità, incontrando un repertorio di immagini che l'artista farà suo. In mostra, celebri dipinti di paesaggi. Tra questi: Marina di Alcant del 1895, Giardino e Paesaggio urbano del 1896, provenienti dal Museo Picasso di Barcellona; Veduta delle terrazze e della chiesa di Santa Maria del Pi a Barcellona del 1902, un tempo nella collezione del suo segretario Jaime Sabartés; opere eseguite negli anni di studio all'Accademia: Bambino nudo del 1896 e Torso di adolescente del 1897; ritratti: quello della Tia Pepa del 1895, di Manuele Pallarés del 1897, di Casagemas nudo del 1902; interni come La finestra chiusa del 1899 e Scena di bordello del 1900.

La seconda tappa dell'itinerario picassiano sul bordo del Mediterraneo è rappresentata dallo spaccato dedicato alle suggestioni del viaggio italiano del 1917, segnato dalla scoperta della pittura pompeiana e della Roma classica e rinascimentale. In questa sezione si punta inoltre per la prima volta l'attenzione sul soggiorno napoletano e sull'incontro con la pittura di von Marées, fondamentale per comprendere le scelte operate da Picasso nel sipario per Parade.

Ceramica Segue poi il definitivo ritorno al Mediterraneo con le opere eseguite negli ultimi venti anni di vita (fra il 1942 e il 1973) trascorsi sulla Costa Azzurra, in pratica negli studi delle sue case di La Californie presso Cannes e poi di Mougins, nell'antico mas provenzale di Notre-Dame-de-Vie. Sono disegni e dipinti riferiti a quel particolare momento che fa da cornice alla Gioia di vivere, a una nuova riscoperta dell'immagine, a animata da colori colore solari intensamente mediterranei.

Questi anni di grande produttività artistica sogno segnati anche dall'incontro a Vallauris, nel 1946, con le forme della ceramica. È un'esperienza importante per l'artista: è a Vallauris che Picasso ritrova la densità del mito, la forza degli archetipi, la tradizione, guardata ora come matrice viva.

Natura morta Un'ulteriore sezione è dedicata al rito, inteso come elaborazione del simbolico ma anche dell'artificio, della magia del volo, cioè di quella forza che trova nell'arte del toreare la perfetta chiave per leggere nel profondo dell'immaginario picassiano. La corrida, guardata come rito e liturgia del sacrificio: scena, spettacolo, dramma ed ebbrezza che esalta l'artista sin da fanciullo. La tauromachia, posta dai curatori all'inizio del percorso espositivo, accoglie sia la serie di incisioni realizzate da Picasso nel 1957, quali illustrazioni al manuale classico di José Delgado detto Pepe Illo, La Tauromaquia, o arte de torear , pubblicato da Editorial Gustavo Gili a Barcellona nel 1959, sia le incisioni di Goya, in una rara riedizione proveniente dalla collezione della Caja de Ahorros de la Inmaculada di Saragozza. Due punti di vista sul rito, messi in rapporto con una sequenza fotografica di una corrida, eseguita da Francis Català-Roca negli anni Quaranta.

Il percorso della mostra si chiude con la celebre «suite Vollard»: è un momento che individua il rapporto con il mito classico o, meglio ancora, con il rinnovato interesse per il classico da parte di Picasso. La Suite Vollard raccoglie le 100 incisioni realizzate dal 1930 al 1937 dalle quali affiora, particolarmente in quelle dei primissimi anni Trenta, il dettato di un disegno che rimanda a suggestioni mitologiche. La grande serie di incisioni, vulcanico repertorio di iconografie classiche, è messa a confronto con alcuni reperti di cultura greca -- vasi e crateri provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Paestum e da altre aree archeologiche campane -- in un percorso suggestivo allestito con l la collaborazione scientifica della Soprintendenza Archeologica della Province di Salerno, Avellino e Benevento. Un percorso che propone la costruzione di un abbecedario di forme narrative, di cifre immaginative, di un racconto che tesse i fili fra la storia e la contemporaneità.

L'esposizione ospita poi una documentazione fotografica di grande rilievo, quasi una mostra nella mostra: si tratta di una serie di opere eseguite da celebri fotografi del Novecento che hanno lavorato con Picasso in particolare dagli anni Quaranta ai Sessanta: Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Herbert List, Gijon Mili, Arnold Newman e René Burri.

Segreteria organizzativa
Numero Verde 800.454547
fax 089662516
picasso@comune.salerno.it

Orario
lunedì, martedì, mercoledì e giovedì ore 9.30 - 20.00
venerdì, sabato e domenica ore 9.30 - 21.00

25 dicembre 2004 e 1 gennaio 2005 ore 9.30 - 22.00
24 e 31 dicembre 2004 ore 9.30 - 16.00

Biglietto
Intero: € 9,00
Ridotto: € 5,00 dai 5 ai 16 anni, studenti universitari, categorie convenzionate, gruppi (almeno 20 persone, gratuito per l'accompagnatore), gruppi scolastici (gratuito per due accompagnatori)

Gratuito: bambini fino ai 5 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino o autorizzate, militari in divisa, over 70.

Il diritto di prevendita, con esclusione delle scuole, è di € 1,00, la vendita dei biglietti viene sospesa un'ora prima della chiusura; l'accesso con biglietto acquistato in prevendita, o prenotazione, 30 minuti prima della chiusura con tolleranza di permanenza entro i 30 minuti dalla chiusura della mostra.

All'interno del Complesso Monumentale S. Sofia: guardaroba, bookshop, caffetteria, servizio audioguide, accesso e servizi per disabili.

Non sono ammessi passeggini, zaini o portabambini all'interno dello spazio espositivo.

http://www.comune.salerno.it/picasso/home.asp