Archivio 2005
Data di pubblicazione: 21 February 2005
Solo se accompagnati i ragazzi sotto i 14 anni potranno vedere la mostra che apre il 26 febbraio alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e al Museo del Cinema. Gli organizzatori, infatti, considerano molte delle 180 opere in esposizione poco adatte ai giovanissimi. Ci sono immagini di mostri, di demoni, dannati e peccatori, e poi teste mozzate, cadaveri sezionati, allegorie della morte, incubi. Insomma, tutte le manifestazioni del Male come è stato rappresentato nell’arte europea dal Medioevo a oggi, da Beato Angelico a grandi nomi del Novecento e fino ai contemporanei. Ancora crudeltà e sadismo, ma dei giorni nostri, al Museo del Cinema, con video, fotografie, fumetti e film, - dai video delle decapitazioni in Iraq alle fotografie delle stragi alla proiezione di film come "Arancia Meccanica" di Stanley Kubrick. Fino al 26 giugno 2005.
Nei corridoi di palazzo Stupinigi si ammiranno opere d'arte inquietanti, opere disperate che guardano all'orrore in tutti gli aspetti dell'esistenza. Non è infatti il male come astrazione il tema della mostra, ma il male che invade il nostro mondo quotidiano. In epoca medievale, il male si manifestava in un immaginario infernale popolato da mostri, demoni, dannati e peccatori, ma l'uomo reale era assente. E' al principio del Quattrocento che irrompe l'individuo con le sue debolezze. Antonello da Messina e Hieronymus Bosch, ciascuno a suo modo, trasportano il male nella vita quotidiana.
«La mostra è nata in Sicilia - ricorda Gilberto Algranti, coordinatore dell'evento - di fronte a un ritratto di Antonello da Messina» (Museo Mandralisca di Cefalù). «Conoscevo questo quadro - racconta Vittorio Sgarbi, ideatore e curatore della mostra - ma, osservandolo meglio, mi sono accorto che era stato sfregiato con piccoli graffi sulla superficie. Come se qualcuno avesse cercato di cancellare la faccia dell'uomo sconosciuto e il suo sorriso enigmatico». Quando il malessere rappresentato sconvolge la tranquillità dello spettatore, si scatena una reazione violenta e irrazionale: distruggere l'opera d'arte significa cancellare il male. Anche nell'altro ritratto di Antonello conservato a Palazzo Madama, a Torino, si legge la furbizia, l'inganno, l'inclinazione alla frode: il demoniaco si incarna nel volto di un uomo. Non sono gli orrori e il sadismo, le deformità e i corpi straziati, che pure abbondano in mostra, a dare il senso profondo del male nell'età moderna. È questo volto di anonimo, che ti guarda in tralice, con un sorriso beffardo e cattivo.
La mostra prosegue con opere in cui dolore fisico e psichico, quotidiano o straordinario, il mistero e il peccato si imprimono sulla tela: le piaghe del Cristo morto, le rappresentazioni dei martirii dei santi e le cruente scene mitologiche, le teste mozzate, gli occhi strappati, i seni mutilati raccontano l'orrore della condizione umana.
Ma gran parte dell'immaginario contemporaneo passa attraverso altri strumenti di comunicazione che non siano solo la pittura. Per questo una prosecuzione della mostra che contempla il cinema, la fotografia e il fumetto si svolge al Museo Nazionale del Cinema. Si va dalla Passione di Giovanna d'Arco di C. T. Dreyer al Silenzio degli innocenti, dalla violenza di Alex nell'Arancia meccanica di Stanley Kubrick al terrorista islamico che sgozza il suo ostaggio e agli aerei dei kamikaze che si infilano nelle Torri gemelle. Nella sezione fotografica, dalla Guerra di secessione americana, passando per Auschwitz si raggiunge il terrorismo islamico. E nella sezione fumetti, le tavole di Diabolik e di Crepax si alternano ai fumetti di Dylan Dog e alle illustrazione di libri per ragazzi. Immagini violente e cattive che raccontano la zona oscura dell'animo umano.
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