Archivio 2004
Data di pubblicazione: 26 July 2004
Il melodramma verdiano va in scena venerdì 6 e domenica 8 agosto e l’operetta di Franz Lear martedì 10 agosto. All’aperto, sullo sfondo della Rocca dei Sanvitale.
L’opera lirica La Traviatadi Giuseppe Verdi porta in scena, il 6 e l’8 agosto, l’amore melodrammatico di Violetta e Alfredo scritto su libretto di Francesco Maria Piave, con la regia di Piero Nannini, i costumi di Artemio e la direzione del maestro Stefano Giaroli (costo biglietto € 30,00 per i primi posti, € 25,00 per i secondi).
La vedova allegra su musiche di Lehar, con il Coro Ars Canto di Parma, il corpo di ballo Les Grisettes, orchestra Ville Lumiere e regia di Stefano Orsini, è in programma martedì 10 agosto (costo biglietto € 16.00 per i primi posti e € 10,00 per i secondi).
Le rappresentazioni si svolgono nel teatro all’aperto di via Costa, dietro al castello, e iniziano alle 21.15.
Informazioni e prenotazioni
Ufficio Accoglienza Turistica (IAT), Piazza Matteotti, 1
Tel. 0521-823220-822346 fax 0521-824042 – e-mail: info@fontanellato.org
www.fontanellato.org
Vale la pena di visitare la Rocca dei Sanvitale, nobile famiglia che ebbe larga parte nelle vicende storiche di Parma.
La rocca, circondata da un fossato, è un quadrato con tre torrioni cilindrici di diversa altezza e una quarta torre quadrata, posta sull’angolo di nord-ovest. Al primo piano si trova l’appartamento nobiliare dei Sanvitale con sale adorne di mobili, arazzi, armi e dipinti e suppellettili dal XVI al XVIII secolo.
Ma il vero gioiello della rocca è la “Sala di Diana e Atteone”, al piano terreno, affrescata nel 1524 da un Parmigianino ventenne (1503-1540) per Paola Gonzaga e Galeazzo Sanvitale. Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, l’affresco narra la vicenda di Atteone trasformato in cervo da Diana sorpresa al bagno con le ninfe e sbranato dai suoi stessi cani.
Curiosa, nel torrione meridionale, la camera ottica, una sala un tempo addetta a carcere. I raggi di luce provenienti da una feritoia vengono proiettati con gioco di prismi su uno schermo concavo su cui si vedono riflessi la piazza del paese e il sagrato della chiesa Un singolare divertimento dei Sanvitale che consentiva di osservare la piazza e l’ingresso al castello senza essere visti.
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