Archivio 2004
Data di pubblicazione: 12 March 2004
Questa non è una mostra antologica di belle immagini e strumentazioni astronomiche Vuole ingaggiare il visitatore in una sfida: capire cosa fa l’Astrofisica e come lo fa. Nelle Limonaie di Villa Nazionale Pisani, dal 20 marzo al 10 ottobre.
Le distanze enormi che ci separano dagli altri corpi celesti ci impongo il ruolo del tutto passivo di osservatori. E infatti l’Astrofisica è una scienza osservativa. Gli astrofisici raccolgono il segnale che proviene da stelle e galassie e lo analizzano. E riescono a capire dove è la sorgente di quel segnale luminoso, di quali elementi chimici è composta, quali sono le sue dimensioni e la sua massa, quanto è distante. Dall’analisi della luce riescono anche a capire lo stato di quel corpo celeste, se sta ruotando, se si sta avvicinando o allontanando, se è in corso un’esplosione in quella stella o galassia. E’ la luce il messaggero dell’Universo.
Fra immagini di rara bellezza dallo spazio e la possibilità di sperimentare di persona alcune delle leggi fondamentali sulla natura della luce, il visitatore percorre tutto il metodo dell’astrofisica, dall’osservazione dei fenomeni con i vari strumenti a terra e dallo spazio, all’analisi delle informazioni raccolte. E comprende come si arrivi a sviluppare un modello dell’universo, che tuttavia è destinato a perfezionarsi alla luce delle nuove scoperte.
Dal Cielo all’Universo Il messaggio della Luce
Strà (lungo il naviglio del Brenta, tra Padova e Venezia)
Villa Nazionale Pisani
Dal 20 marzo al 10 ottobre 2004.
Orario: tutti i giorni, anche festivi, dalle ore 9.00 alle ore 19.00. Chiuso i lunedì non festivi e il 13 Aprile.
Biglietti per la mostra e il Parco di Villa Pisani: intero € 7,00; Ridotto € 4,00/5,00. Ingresso gratuito per i bambini fino ai 5 anni.
Per prenotazioni e/o informazioni: Call Center 049.8076030.
www.ilcosmo.com
Villa Pisani di Str
La magnifica residenza di campagna di Alvise Pisani, eletto doge nel 1735, è l’ultima, in ordine di tempo, delle ville venete. Pur essendo stata costruita in piena età barocca, la villa risente ancora della tradizione classica palladiana nelle sue forme lineari e grandiose.
L’edificio principale è formato da 114 stanze, distribuite a rettangolo intorno a un cortile interno. Il salone delle feste fu interamente affrescato da Giambattista Tiepolo.
Alle spalle dell’elegante facciata che si specchia nelle acque del Brenta, si estende il grande parco con le due eleganti peschiere, i viali a raggiera, i giardini a trama, la limonia, l’orangerie, i roseti e le serre. E anche monumenti architettonici come la coffee house, l’esedra, la torretta del labirinto, il portale del belvedere e altri esempi di architettura settecentesca.
Tra l’orangerie e la villa sorge il famosissimo labirinto, un meandro di vialetti creato con siepi di bosso che conducono a una torretta centrale, ricordato anche da Gabriele D’Annunzio nel suo romanzo Il fuoco (1900).
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